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Giancarlo Di Muoio

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Giancarlo

Giancarlo Di Muoio nasce ad Agropoli il 31 Agosto 1981. Sin dalla tenera età e sotto l’influenza del padre Gerardo, ex trombettista, mette i suoi primi passi nel mondo della musica. A soli sei anni prende confidenza con i tasti del pianoforte. Il padre vuole trasmettergli la sua passione e lo fa in modo incessante e con grande ostinazione. L’approccio di Giancarlo non è dei migliori perché lui ha già una forte passione, emersa sin dai primi anni di vita, per il pallone e vorrebbe dedicare tutto il suo tempo a giocare a calcio con i suoi amici. Il padre Gerardo trova allora un tacito compromesso con il figlio: Giancarlo inizia a prendere lezioni di solfeggio e di pianoforte e contemporaneamente ha la possibilità di iscriversi, con sua enorme felicità, a una scuola di calcio. “Il rapporto con il pianoforte – confessa Giancarlo in un’intervista - all’inizio era di sfida, di contrasto, di odio. Ricordo che all’inizio suonavo la tastiera perché non avevo a casa il pianoforte. Arrivò più tardi, mi ricordo ancora quando vennero a consegnarmelo: da un lato ero felice, dall’altro odiavo quella cosa, quella cassa. Mi misi a suonare subito qualche pezzo che avevo imparato: aveva un suono dolce, soave, armonioso …”.

Ben presto Giancarlo scopre il fascino del pianoforte che fino a poco prima aveva ignorato o forse non aveva ancora compreso. Il ragazzo che aveva visto il suo futuro nel pallone ferma, a un certo punto, il suo sguardo sui soli due colori che compongono la tastiera, il bianco e il nero, scoprendo solo allora che la sua vera passione (nell’ambito musicale) è comporre canzoni. A soli undici anni compone, in soli quindici minuti, la sua prima canzone: “Voglia di vivere”. Racconta con grande emozione questa sua prima esperienza:“ Mi trovavo nella mia stanza e stavo ascoltando lo stereo, quando ad un tratto, come se fossi stato pilotato, mi ritrovai con un foglio ed una penna in mano seduto al pianoforte. Iniziai a scrivere di getto parole e musica, non credevo ai miei occhi: mi sentivo leggero, catapultato in un'altra dimensione.”

Questi sono anni molto importanti per lui perché all’età di tredici anni viene contattato dal Napoli- Salernitana per entrare nella squadra di calcio e realizzare così uno dei suoi più grandi sogni: allenarsi e diventare un giocatore professionista. Dopo non molto tempo, a causa di problemi di liquidità dell’azienda sportiva, cambiano le condizioni che gli erano state inizialmente offerte per il suo inserimento in squadra e ciò decreta la fine di questo suo percorso tanto agognato sin da piccolo. “Mi ricordo che dopo questo episodio – racconta Giancarlo - mi chiusi nella mia stanza e iniziai a suonare il pianoforte per ore senza interruzioni. Penso sia stata una sorta di sfogo per quella delusione che avevo ricevuto in precedenza. Mi passò subito, perché oramai lo scrivere mi stava trascinando e con esso il mio grande desiderio di raccontare il mondo che mi circondava.”

Giunto all’età di 16 anni, Giancarlo si rende però conto che gli viene difficile conciliare lo studio del liceo con quello del pianoforte. Purtroppo si trova a un bivio e alla fine decide di lasciare gli studi musicali solo un mese prima dell’esame di quinto anno di pianoforte e di proseguire così gli studi al Liceo Scientifico Statale Alfonso Gatto di Agropoli, ma senza abbandonare la sua vocazione, cresciuta enormemente negli ultimi anni, di cantautore. Fortemente influenzato dalla musica degli anni ’70, Giancarlo è affascinato da band come Genesis, Eagles, Pink Floyd, The Doors e Queen. Le sue letture non fanno che riflettere la sua passione per questo genere di musica: legge le biografie di grandi personaggi come Jim Morrison, Freddy Mercury e Kurt Cobain. Non disdegna anche cantautori italiani come Lucio Battisti, Franco Battiato e Fabrizio De Andrè.
Giancarlo ama la musica d’autore, gli piace scrivere testi e musica e sino ad oggi ha scritto più di cento canzoni. “Credo che ogni canzone – sostiene Giancarlo in un’intervista - sia importante perché rispecchia un dato momento, un particolare, una sensazione, che mi ha dato la possibilità di crescere, di maturare, di vivere nonostante tutto.” Il suo viaggio continua su note e melodie sempre nuove, nate da quel gusto di improvvisare, di fantasticare e di creare un qualcosa di magico e di irripetibile. Un viaggio per il quale continua a dimostrare la sua gratitudine ai suoi genitori, all’intransigenza iniziale del padre e al continuo sostegno di sua madre, la prima fan in assoluto delle sue canzoni. Non è facile per Giancarlo riuscire a far apprezzare la sua musica anche approdando nella grande Milano. In quel periodo si mantiene suonando la sera nei locali mentre, durante il giorno, bussa alle porte di molte case discografiche, ricevendo in cambio solo apprezzamenti, senza lo straccio di un contratto. Nel 2008 Giancarlo termina gli studi universitari in Scienze dell’Educazione presso l’Università degli Studi di Salerno. La sua specializzazione è in musicoterapia, un ottimo punto d’incontro tra i suoi interessi per la musica e quelli per la psicologia. Il 2008 è un anno decisivo perché Giancarlo conosce Michele Muti (talent scout musicale, scopritore di talenti come Zucchero, Biagio Antonacci e Francesco Renga) grazie all’amicizia, alla competenza e alla comunione di intenti e passioni che ha con il suo caro amico Antonio e il padre di lui, Pasquale Sessa. Quest’incontro gli permette di riprendere fiducia e respiro. Le sue canzoni trovano una strada, oltre che ascolto. Nel 2009, Giancarlo decide di lavorare presso il Centro Ambrosiano di Solidarietà (Ce.A.S.), un’associazione no profit che opera nell’ambito della tossicodipendenza e del disagio. Ed è proprio qui che nasce il progetto di solidarietà “Amico Mio” che ha portato alla realizzazione di un singolo con Fabio Concato. Per Giancarlo questa è la prima e vera opportunità per fare relazionare le persone in difficoltà attraverso la musica e per mettere in pratica tutto quello che ha studiato, cercando di trasmettere, in tal modo, a tutti coloro che ne hanno bisogno, le emozioni che lui stesso ha incontrato nel suo percorso di vita, tra difficoltà e soddisfazioni. Il ricavato andrà in beneficenza alla comunità. Giancarlo spera di continuare a realizzare, nel futuro, progetti di questa portata perché, come spiega in un’intervista, “la continua ricerca di se stessi è in noi sempre e comunque: perché ognuno di noi ha bisogno di imparare qualcosa dall’altro, di ricercare, di provare emozioni, di vivere delusioni. Questa è la vita, questo è il mondo interiore, il mondo fuori, questo sono io.”

A cura di Giusy Nicosia